Mondo Storie in viaggio

A piedi nudi saltando tra le stelle

By
on
Maggio 6, 2020

E’ iniziato dentro una calda notte di Aprile, correndo dentro la sabbia di Petit Anse, sull’isola di La Digue. E poi dentro la notte mi sono steso a braccia aperte e occhi chiusi. A piedi nudi saltando tra le stelle.

A piedi nudi, saltando tra le stelle, volerei dentro la sabbia del Wadi Rum; e poi guarderei sopra di me restando immobile dentro quel quadro che forse ispirò Botticelli, e in quel silenzio proverei ad ascoltare quegli scintillii del cielo. Poi da lì volerei verso ovest, arrivando dentro la sabbia di quel pezzo di spiaggia che guarda verso il tramonto, cenando ad un metro dal mare sopra quel pezzo di terra tutto di tufo, e che Troisi scelse come scena di uno dei suoi ultimi capolavori; racconto di quel postino che ogni giorno, ogni tramonto, incontrava il suo poeta per scrivere ciò che la sua mente creava ma che la sua mano non riusciva a raccontare.

L’isola del postino. Procida al tramonto.

A piedi nudi, saltando tra le stelle, mi piazzerei su quel traghetto; uno di quei traghetti che escono dal golfo più bello del mondo e che portano dentro l’isola che sta fuori dal mondo, quell’isola che non fu mai di nessuno. Quell’isola che fu solo dei Sardi; che è solo dei Sardi. E lo sarà per sempre. Così mentre prendono forma i primi segni di terra, a piedi nudi saluterei Porto Paglia, mangiando un caldo pollo allo spiedo e brindando al bello; poi dandomi una spinta sopra la punta di Pan di Zucchero, arriverei dentro i colori di Cala Lunga a Sant’Antioco. Ci dormirei, e all’alba salirei verso nord; con la voglia di prendere un po’ di onde a Sa Mesa, per vivermi poi il tramonto in quel nascosto metro di sabbia, sentendo sulla faccia tutto il profumo di un salmastro scirocco di fine Agosto.

Tramonto a Sa Mesa Longa, costa ovest Sarda

Poi di notte e in gran segreto volerei verso nord, Bosa, Alghero…e poi mi piazzerei sulla punta di terra più vicina all’isola nell’isola; un pezzo di terra a forma di Asinelli. La guarderei mentre la luce comincia a colorarla, e con un sorriso un po’ nostalgico ma pieno di speranza, le direi che presto riuscirà a scoprirmi; che presto mi regalerò qualche notte lì, isola di una promessa che dentro di me non sarà mai morta, come il più vivo dei sogni.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è IMG-20190105-WA0003-1-1024x576.jpg
Sardegna, nei pressi del faro di Capo Testa

Poi passando per Capo Testa e il suo faro, tornerei verso il mondo reale; saluterei il Giglio e mi lascerei dentro la natura di quella striscia di sabbia che vede il sole scendere dritto dritto dentro l’acqua; e poi piano piano tornerei verso casa, magari lasciando le stelle e immaginando di passeggiare costa costa, verso sud. Ascoltando le mie musiche; di notte. Viaggiando verso sud. In viaggio senza mezzi, saltellando a piedi nudi.

E abbandonando questo mio piccolo viaggio, salutando la bellezza di sensazioni provate e che porto sempre vive dentro di me, mi lascerei dietro quella certezza che ogni parte di questo universo crea ciò che prende forma dentro la nostra voglia, quando questa è davvero ciò che cerchiamo e vogliamo. Qualcosa in più di un semplice sogno; qualcosa che ogni giorno, giorno dopo giorno, sentiamo dentro e proviamo a creare.

Torno verso casa, ritorno al mio tramonto, e a quel sole che in queste settimana ho visto diventare rosso tantissime volte, e al quale questa volta avrò io tanto da raccontare.

A piedi nudi, saltando tra le stelle

Questo breve viaggio ha preso forma proprio qui, davanti ad un tramonto di casa. Il 4 Maggio ero rientrato da poco dalla mia prima surfata post quarantena e ascoltavo “La sera dei Miracoli”, in versione inedita; un inedito del 2005, cantato durante il mio live preferito di Lucio Dalla, “Tindari”. E’ il racconto di Roma di notte, vista dalla sua finestre su Trastevere…il racconto di una città che non è proprio tra le mie preferite; ma che in quelle note è protagonista, che emoziona. L’ho così unita ad un altro suo capolavoro, “Se fossi un Angelo”; una poesia che racconta il suo viaggio tra le “stelle”.

Ho così provato ad immaginare di vedere dall’alto ciò che avevo davanti, e come al solito poi ho finito per sconfinare e andare oltre. Ma restando dentro i confini dei miei sogni; quelli vissuti. Dentro i confini di alcuni dei luoghi che questa mia vita mi ha dato l’opportunità di vedere e di scoprire. O comunque di vedere da lontano, con la promessa di scoprirli.

Tutto ovviamente a piedi nudi. A piedi nudi, saltando tra le stelle.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT

LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.

Instagram
La risposta da Instragram non aveva codice 200.