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Come iniziare a fare surf in Italia? - Luca Diodato
Surf

Come iniziare a fare surf in Italia?

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Marzo 31, 2019

Questo articolo nasce dalla voglia di suggerire un set di primi step da seguire per potersi avvicinare alla pratica del surf.

Da cosa questa voglia? Come spesso mi succede molte idee mi vengono mentre sono in viaggio.

Ieri rientravo verso Napoli e qualche minuto prima del decollo mi arriva un messaggio da un’amica di Torino. Mi racconta del suo primo viaggio di surf fuori dall’Italia e mi ringrazia per averle raccontato che, in fondo, iniziare a surfare non è poi un’impresa così impossibile.

Roberta mi contattò un po’ di tempo fa, incappando in un mio articolo nel quale raccontavo momenti e senazioni di un viaggio di surf in Portogallo: mi chiese consigli su come iniziare a fare surf e se fosse possibile farlo in Italia. Dopo qualche settimana trascorse poi un wend qui in Campania per avvicinarsi al surf; wend durante il quale, in realtà, per le condizioni un po’ estreme non riuscimmo neanche ad avvicinarci al mare. Le diedi però un po’ di dritte; da lì ha scelto di avvicinarsi a questo mondo. Poi le sue prime onde in Liguria e dopo neanche cinque mesi mi scrive mentre è di ritorno dal suo primo surftrip, proprio in Portogallo.

Nell’ultimo anno mi succede spessissimo che qualcuno mi domandi…”Ma come posso iniziare a fare surf”; lasciando poi trapelare, quasi sempre, un mix tra paura e impresa da super eroi.

Così, mentre volavo e disegnavo un po’ di idee, ho scelto di iniziare a scrivere.

Perché non raccontare come provare ad avvicinarsi a questo sport e dare una spinta a chi non riesce a fare l’ultimo passo per iniziare?

Ecco, questo articolo è dedicato a tutti quelli che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo e che si stanno domandando da dove iniziare. Nasce dalla mia voglia di trasferire il “testimone” che un po’ di anni fa ebbi la fortuna di ricevere e che mi promisi di trasmettere a tutti quelli che avrebbero voluto imparare a divertirsi con le onde.

Ho provato a farlo riportando semplicemente un po’ di “regole” che ho trovato molto utili; sia alla mia esperienza che a quella di molti appassionati di questo sport che ho conosciuto e incontrato saltando di onda in onda.

Regola numero 1 – Motivazione

Costa occidentale della Sardegna – Gennaio 2019. Quelle session che ti fanno gioire per ore sulla line up insieme a persone conosciute in acqua. Quelle session che ti fanno restare in acqua fino all’ultima bracciata

E’ a mio avviso la spinta che ci accompagna a portare avanti con serenità ogni avventura. Chi mi legge sa bene quanto passione e motivazione, dal mio punto di vista, viaggino a braccetto; e sa bene quanto le consideri l’unica vera spinta che ci consente di portare avanti con entusiasmo un progetto nel lungo periodo.

Con la giusta voglia e la giusta motivazione, iniziare a fare surf non è qualcosa di impossibile. Se avete un po’ di dimestichezza con gli sport in generale e vi appassiona l’idea di iniziare, lanciatevi. Vi garantisco che è una gran bella storia!! Se proprio vi renderete conto che siete delle frane galattiche e il surf è l’ultimo degli sport che fanno per voi, almeno c’avrete provato!

Regola numero 2 – Ovunque ci sia mare

Session di casa. Febbraio 2018, spiaggia di Miseno. Qualche ondina molto long. Ripresa dal drone di Bruno Bordi. Session tranquille e ottime per allenarsi e divertirsi.

In Italia si surfa praticamente ovunque. Chiaramente ovunque ci sia mare. E’ chiaro che poi tutti quelli che supereranno la fase di iniziale di avvicinamento al surf, dovranno iniziare a valutare tutta una serie di altri fattori che spesso porteranno anche a spostarvi dal vostro pezzo di mare più vicino. Fa parte del gioco e, se vogliamo, sposa anche un po’ il piacere della ricerca; quel piacere che, per chi vive il surf un po’ come me, unisce continue emozioni a questo sport. Chi mi segue e mi legge sa bene quanto questo aspetto sia ricorrente nel mio “surfare”.

Sappiate che l’Italia è un luogo ideale per avvicinarsi alla pratica del surf. Essenzialmente per due motivi:

  • il mare non è mai lontanissimo
  • il Mediterraneo è un bacino molto chiuso.

Il mix di queste due condizioni, fa dell’Italia un luogo ideale per iniziare.

Per chi ha voglia di approfondire questo aspetto, può leggere “Surf e Mediterraneo“. Uno dei miei articoli preferiti; un articolo nato da un week end molto a sud, e che racconta un po’ il fascino del surf nel nostro mare.

Regola numero 3 – Metodo

Una delle uscite dell’ultimo inverno. Un inizio 2019 prolifico di mareggiate di media e ottima qualità. Scatto di Bruno Bordi.

Nelle fasi iniziali suggerisco sempre di affidarsi ad istruttori certificati. Come in tutte le discipline che prevedano metodo e applicazione, non basta essere buoni surfisti per insegnarlo. Anzi, a mio avviso, conta tantissimo la capacità di saper trasferire la tecnica; ciò non esclude, chiaramente, che esistono grandi surfisti (ovviamente non è il mio caso ;)) che sono anche ottimi istruttori: anni fa per esempio durante il mio primo surfcamp in Sardegna, ho avuto la fortuna di entrare in acqua con un grande maestro, nonché grande surfista. Iniziare bene vuol dire avere una buona base; una buona base vuol dire evitare errori che poi, se non corretti da subito, risultano di difficile correzione e sempre più limitanti man mano che miglioriamo.

L’importanza di affidarsi ad un buon “maestro”, a volte trascurata, è legata essenzialmente a due fattori che caratterizzano la capacità ad insegnare; l’aver acquisito un metodo certificato e l’essere capaci di sapere creare sintonia e comunicazione con chi impara.

Il primo fattore lo si apprende grazie a specifici corsi tenuti dalla federazione. Il secondo, riguarda invece aspetti più legati ad attitudini personali; fermo restando che, a mio avviso, una certa predisposizione all’insegnamento unita a una buona dose di umiltà, sono in grado di allenare e migliorare anche questo secondo aspetto.

Chiaramente, come in ogni cosa che preveda competenze, l’esperienza poi fa la differenza: il mio percorso di istruttore mi ha portato ad ottenere il brevetto di istruttore circa due anni fa, e la fluidità e la capacità di trasferire spunti di miglioramento che ho oggi, è sicuramente ben più matura di quella che avevo alle mie prime lezioni. E sicuramente più acerba di quella che potrò aver acquisito tra due anni.

Quindi come fare a trovare un giusto riferimento? Ormai grazie all’avvento dei social e del web, non sarà difficile trovare un riferimento che possa farvi da guida per muovere i primi passi. Basta andare su Google e cercare; sicuramente vi verranno fuori un po’ di riferimenti non troppo distanti dal vostro mare più vicino. E’ chiaro che poi, come in ogni cosa, serve anche un po’ di fortuna.

Ovviamente, come in ogni ambito, esiste il “sempreverde” passaparola; quindi alzate le antenne e informatevi se nella vostra zona gira qualcuno di affidabile.

Regola numero 4 – Acquistate una tavola

Puglia 2018. Una delle mie scappate dentro il tacco d’Italia. Swell di qualità in un mare splendido. Scatto di Bruno Bordi. Viaggio, tavole a bordo e ricerca dell’onda migliore.

Passaggio fondamentale; io per primo ho vissuto sulla mia pelle la voglia di andare subito su tavole tiratissime, alla moda, e adatte a manovre che neanche oggi sarei in grado di fare. Fermatevi!

Grazie a quel famoso maestro di cui vi parlavo, ho poi scoperto che il mio stile preferito era tutt’altro; e ho così surfato per la prima volta su un longboard, consacrando poi questa mia passione durante la successiva avventura in Sri Lanka. Da allora esco sempre con il mio long; ci surfo onde dai 30 centimetri ai 2 metri.

Munirsi di una tavola tutta propria è il passaggio naturale dopo le prime uscite in acqua; oltre che un ritorno a quella sensazione di felicità tipica di quando scartavamo un regalo da bambini.

Anche qui, il giusto contributo di un riferimento che abbia esperienza e competenza, potrà sicuramente indirizzarvi verso una scelta congrua. In generale all’inizio bisognerà indirizzarsi verso una tavola che abbia un bel po’ di volume e galleggiabilità; poi piano piano valuterete di passare ad un livello successivo anche in funzione del vostro stile preferito e delle vostre disponibilità di budget. Mi raccomando: il surf, come ormai tanti altri contesti, è sempre più contaminato da mode e tendenze; scegliete provando a scansarvi da queste e provando a sentire qual’è lo stile che più si addice alle vostre qualità e alla vostra filosofia di surf.

Riporto il link ad un articolo che trovo sempre molto utile e che spessissimo mi capita di far leggere a chi mi chiede chiarimenti sulla scelta di quale tavola.

Regole numero 5 – Frequenza

Allenamenti di casa. Uscita di buon mattino con pochissima swell e di bassa qualità. Ma sempre ottima per allenarsi e mantenere il contatto con l’acqua.

Superata la prima fase di “avviamento”, la tavola diventerà la vostra compagna di avventure. Adesso è importante andare spesso in acqua e ripetere tutto quello che avete imparato. Sono del parere che all’inizio vale la regola del “quantity over quality“: bisogna andare in acqua tanto!

Un po’ di buoni e validi motivi per farlo.

Il surf è uno sport che porta a far lavorare blocchi muscolari che in tanti altri sport, più comuni, vengono stressati molto meno; questo è il motivo per cui dopo le prime lezioni sarete praticamente mummie da letto. TRANQUILLI, E’ NORMALE, NON SIETE VOI DEGLI INCAPACI.

Un buona frequenza nelle uscite, garantisce oltre al perfezionamento delle tecniche di base, un importante e continuo allenamento di tutte quelle parti del corpo continuamente sollecitate dai movimenti del surf. Elemento essenziale per poter poi arrivare a stare in acqua con un minimo di lucidità e senza sembrare zattere alla deriva dopo venti minuti.

Molti mi chiedono se un buon esercizio può darlo il nuoto: la risposta è sicuramente sì. Soprattutto se miriamo la tipologia degli esercizi. Ma state certi che poi stare su una tavola in acqua è tutto un altro cinema. Il consiglio che do sempre, per esperienza personale, è che anche nell’eventualità in cui il mare resti piatto per un po’ di giorni consecutivi, caricatevi in macchina la vostra tavola e uscite a remare. Personalmente lo trovo oltre che utile ai fini del surf, anche espressione di contatto col mare: molto spesso i periodi di piatta corrispondono a periodi di alta pressione. E alta pressione, molto spesso, vuol dire sole e temperature gradevoli. Se poi siete a Gennaio e il mare piatto ma non proprio tiepido, beh arriveranno sicuramente tempi migliori per uscire in acqua. Esistono fortunatamente forme di allenamento complementari nelle quali potete cimentarvi stando fuori dall’acqua.

Regola numero 6 – Utilizzo degli strumenti di previsioni meteo

Costa orientale della Sardegna. Novembre 2018. Ecco la scena che può aprirsi davanti ai vostri occhi se acquisite dimestichezza con gli strumenti di monitoraggio delle mareggiate. Partiti due ore prima dalla costa occidentale, siamo arrivati durante la fase iniziale di una splendida scaduta da scirocco. Cercata e trovata.

Questo è un aspetto fondamentale e una volta avviati, sarà vincolante al miglioramento costante. E’ un’altra domanda che mi viene fatta spessissimo e rispetto alla quale ci sarebbe tanto da dire. Anche qui, nel set di articoli che sto piano piano compilando e che saranno poi oggetto di una “mini guida”, proverò a dettagliare come e quali strumenti utilizzare.

Per adesso è importante apprendere che, una volta superata la fase di avvio e di stabilità sulla tavola, inizierà a subentrare la necessità di un’onda che garantisca un minimo di parete surfabile. La fase del “quantity” inzierà piano piano a spostarsi verso quella del “quality“. Qui iniziano a divertirsi quelli che vivono il surf un po’ come me. Ricerca, viaggio, avventura, scoperta. Studio dello spot, ricerca dell’onda adatta al nostro livello e allo stile che ci siamo scelti.

Tutti elementi che rendono a mio avviso il Mediterraneo un vero paradiso per surfisti: le mie onde più belle le ho trovate sicuramente fuori dall’Italia; ma nessun ricordo è più appagante di quelle session memorabili fatte dopo centinai di chilometri da una parte all’altra della Sardegna. O dei miei viaggi verso sud; sì, il sud Italia è un “pollaio” di spot incredibile!! Delle mie giornate in compagnia degli amici di sempre negli spot di casa nostra. O del mio prossimo surf trip in programma tra meno di un mese che mi porterà a scoprire un angolo di Mediterraneo mai visto.

Al di là di come vivrete il surf, mi preme però chiarire un aspetto fondamentale: fate vostro il concetto che nel surf non esiste uno spot che sia il migliore in assoluto.

Uno spot lavora in condizioni più o meno buone, in funzione del tipo di perturbazione e, soprattutto, in funzione dell’intensità e dell’avanzamento della perturbazione stessa. Soprattutto in un bacino come il Mediterraneo, dove il movimento delle masse d’acqua non è determinato dalle maree; o comunque questo aspetto non è significativo e preponderante come in oceano.

Quindi, in generale, partite sempre da questo presupposto; partendo da questo presupposto, capite bene quanto conti la capacità di saper consultare gli strumenti di previsione e, ovviamente, la conoscenza di uno spot; la sua esposizione, il suo fondale, le sue correnti. Se farete vostri questi concetti, siete già ad un buon punto. Ci sono ad esempio spot che lavorano magnificamente con scadute da scirocco; magari però con mare attivo, sempre da scirocco, quello stesso spot è impraticabile. Così come, sempre lo stesso spot, risulterebbe piatto nel caso di perturbazione da maestrale di media intensità.

Poi è chiaro, a volte può capitare che la voglia di andarsi a prendere un paio di onde allo spot sotto casa per divertirsi e rivedere un po’ di amici di onde, vinca su tutto! Il surf è anche questo.

Imparate quindi ad usare gli strumenti di previsione; oggi fortunatamente la tecnologia, come in ogni ambito, offre tanto a tutti quelli che accettano il fatto di voler imparare.

E poi, viaggiate!

Session al tramonto sull’isola di Bali in uno spot clamoroso. Fantastico reef con una condizione perfetta. Metro d’onda carico d’acqua e tutto da “danzare”.

Concludo suggerendovi di viaggiate tanto!!! Se vi appassionerete a questo sport, vi renderete conto di quanto il surf riesca a regalare e ad aggiungere al viaggio. Di quanto, surfare, rappresenti l’opportunità di scoprire il mondo da un’altra prospettiva e di conoscere persone di ogni parte del globo e che vivono la vostra stessa passione.

Oltre al fatto che, superata la vostra fase di rodaggio, in oceano avrete la possibilità di migliorare tantissimo e in tempi sicuramente più rapidi. Così tornerete a vivervi il fantastico surf Mediterraneo con maggiori opportunità di divertimento.

Scorrendo i miei articoli troverete già un po’ di avventure vissute in oceano. Tra quelli che hanno spesso coinvolto alcuni amici a lanciarsi verso i loro primi viaggi di surf, vi suggerisco:

Passaggio in Cantabria

L’energia dell’oceano

Sono due momenti di surf belli di questo mio continuo “viaggio”. Due viaggi d’oceano a portata di mano. Due articoli che mi hanno fatto incrociare, grazie al web, appassionati di questo sport. Sono certo che l’energia bella che unisce chi vive questo sport un po’ come me, mi porterà sicuramente ad incontrarne altri. Come ad esempio chi si troverà a scorrere queste righe e fino a 10 fa minuti neanche sapeva chi fossi.

Vi lascio con un ultimo consiglio prima di darvi appuntamento alla prossima: e lo inserisco tra le ultime righe perché spero vi resti impresso più di ogni altra regola o consiglio: rispettate il mare. Sempre!! Qualunque sarà il vostro livello. Solo così, il mare, vi regalerà tanto divertimento.

Buone onde e per qualsiasi dubbio o richiesta, scrivetemi ai miei canali direct che trovate qui:
https://lucadiodato.net/contacts/

Ci vediamo in acqua…

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LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.