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Il potere dell'imperfezione - Luca Diodato
Storie in viaggio

Il potere dell’imperfezione

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Giugno 2, 2019

C’è un dialogo bello e ricco. E’ dialogo di uno dei miei film preferiti, un film di almeno 20 anni fa ma che ritrovo sempre attuale. Un dialogo che mi ha accompagnato in diverse fasi della mia vita, e che da un po’ di anni riesco a percepire nella sua pienezza. Il film è “Will Hunting – Genio Ribelle”.

Vi è mai successo che ripercorrendo alcuni momenti passati, sentite di prestare più o meno attenzione ad alcuni particolari di quel momento vissuto tanto tempo prima? Come se la capacità di mettere a fuoco quei particolari, fosse fortemente legata alla nostra evoluzione e al nostro momento di vita.

Quel dialogo mette in risalto la bellezza delle debolezze e di quanto sia rara la capacità di mettere sul campo le proprie imperfezioni. Di quanto sia immensa l’opportunità che ne scaturisce e di come, l’unica strada che ci porti alla piena conoscenza di noi stessi, sia strettamente legata alla capacità di riuscirsi a scoprire in tutta la sfera delle qualità che si trova dalla parte opposta alla perfezione; perfezione a cui siamo educati a tendere.

Queste parole sono dedicate e tutti quelli che hanno voglia di creare. Che hanno un’idea, un progetto, un sogno. Ma che sono frenati da quello che è uno dei più grandi limiti all’azione e alla scoperta di noi stessi: la ricerca della perfezione.

Se hai una passione, inseguila.

Lanciati e mettiti in gioco. Se hai la fortuna di entrare in contatto con qualcosa che ti affascina e che ti trasmette energia positiva, percorri quella strada senza cercare a tutti costi la perfezione.

Se proverai ad iniziarla con connotati di perfezione, probabilmente ci penserai per anni, senza mai agire. E non ti darai l’opportunità di metterti in gioco, di provarci, di lanciarti; magari formulerai perfette teorie di come dovrebbe essere, ma poi rimarrai nel limbo dei perfetti teorici.

Quando ho deciso di far nascere lucadiodato.net non avevo la benché minima idea di come si potesse creare da zero un blog. Poi indirizzando le mie ricerche ed acquisendo competenze necessarie all’azione, ha preso forma. Consapevole che il blog perfetto era lontano da quello che era il mio progetto; ma altrettanto consapevole del fatto che mi avrebbe dato l’opportunità di iniziare a scrivere e a creare relazioni con chi guarda il mondo con la mia stessa prospettiva e vive delle mie stesse passioni: il surf, il viaggio, la tecnologia, la scrittura. Passioni tutte legate da un unico filo conduttore: la scoperta, dentro e fuori di me. Non avrei mai immaginato che a distanza ormai di anno, mi avrebbe dato l’opportunità di dare forma alle prime collaborazioni e che tra una decina di giorni decollerò per il mio primo viaggio-collaborazione.

Poi la strada prende forma durante il percorso, e così oggi mi trovo spesso a ricevere messaggi di ringraziamento da chi nelle mie parole ha trovato la spinta per inseguire le proprie passioni. O più semplicemente la voglia di dirmi “grazie” per un’emozione scaturita dalla lettura di ciò che scrivo.

Il mio blog non è perfetto. In realtà non saprei neanche come sarebbe un blog perfetto. Ma queste pagine trasferiscono motivazione ed emozioni legate alle mie passioni; e tutto questo lo trovo imperfettamente e immensamente bello!

Allenati ad agire.

Oggi tanto del mio lavoro è legato ad aspetti comunicativi e relazionali; e sebbene la mia attività resti ancora fortemente legata a competenze “tecniche”, questa propensione alla comunicazione e alla relazione negli ultimi tre anni mi ha portato ad occuparmi anche di selezione del personale.

Questa ulteriore opportunità, mi ha portato a percepire in maniera netta, la sempre più rara abitudine all’azione. Alla non scelta. All’avere un approccio esecutivo al lavoro e in generale alla vita. E non propositivo. Questo aspetto mi ha quindi portato ad analizzare e studiare i processi che governano questo tipo di approccio al mondo del lavoro. E in generale alle problematiche.

Credo che molto sia legato ad aspetti sia formativi che culturali. Culturali perché cresciamo in un contesto sociale che ci preferisce menti esecutive, omologate; appartenenti a stereotipi e masse. Perché governare le masse, lo sappiamo, è più semplice. Formativi perché il nostro modello scolastico impone il rispetto di un “programma”; nelle date stabilite e nelle regole imposte.

Ovviamente fino a qua, nessuna critica: se si sceglie di vivere in questa società, bisogna accettarne le regole e le forme. Ma credo che però sia fondamentale prendere consapevolezza del fatto che questa forma educativa, estremizzata, induce ad un appiattimento dell’inventiva e dell’azione. Impone e conduce verso un modello di perfezione. E se la nostra mente per 15, 20, 25, anni viene abituata ad eseguire, è chiaro che questo diventa il suo loop; l’unico modello che riesce ad applicare. Motivo per cui, è quello che istintivamente è portato a replicare. Se ad una mente così forgiata, chiediamo quindi autonomia e decisione, non saprebbe neanche da dove partire, non avendolo mai fatto; non essendo allenata a questo tipo di approccio. Nonostante tutti gli strumenti che oggi la tecnologia mette a disposizione.

Ascoltati, interrogati, abituati a domandarti se il tuo potenziale è davvero espresso. E allena la mente ad agire e ad ascoltare le sue esigenze. Questo aspetto ti consentirà di differenziarti e a dare valore aggiunto a ciò che fai. Al tuo lavoro; alle tue passioni. Alle tue relazioni. Alla tua vita.

Agisci, e fai il curriculum dei tuoi errori.

Prova a chiederti se ti sei mai messo veramente in gioco; se hai difficoltà a risponderti, prova a chiederti se hai mai sbagliato. Se la risposta a questa domanda è no, è molto probabile che tu non ti sia mai messo veramente in gioco.

Credo che una delle voci più ricche del nostro curriculum interiore, debba essere proprio quella relativa ai nostri errori; al nostro coraggio di riconoscerli e alla nostra capacità di migliorarci partendo da questi.

Oggi, ogni volta che qualcosa non riflette le mie aspettative, ho imparato che ci sono solo due possibili motivi: o ho sopravvalutato le aspettative, o ho sbagliato qualcosa nell’azione! E in entrambi i casi quindi, la causa è dentro di me.

Non possiamo avere il controllo di qualcosa che è al di fuori di noi; ma possiamo provare a governare e migliorare ciò che dipende da noi. La strada verso la creazione è un continuo sbagliare e smussare. Provare, ritentare, sbagliare, analizzare l’errore e correggerlo.

Prova per un attimo a fermarti e ad analizzare qualcosa che non è andato come speravi che andasse; e prova a intercettare le responsabilità anche dentro di te. Solo così potrai darti l’opportunità di non incappare sistematicamente in situazioni analoghe.

Ribaltare la tua responsabilità fuori di te è semplice; ma paradossalmente non ti porterà mai ad incontrare le tue reali debolezze. E così facendo non ti darai mai l’opportunità di prenderne consapevolezza provando quindi a trasformarle in punti forza.

Lasciati contaminare da chi guarda il mondo con i tuoi stessi occhi.

Sbaglia, insegui le tue passioni. E dedicati a chi guarda il mondo con i tuoi stessi occhi.

E’ incredibile il potere delle connessioni; e le opportunità che si creano quando ci diamo la possibilità di farci contaminare da chi viaggia alle nostre stesse frequenze. Parte della mia crescita personale è sicuramente legata all'”incontro” con Dario Vignali; il quale mi ha accompagnato in un percorso di arricchimento personale, sia umano che di competenze, e grazie al quale ho poi approfondito e fatto mio il potere della contaminazione.

La contaminazione è un potentissimo mezzo di scoperta, di conoscenza. E la conoscenza è la più alta forma di investimento che si possa fare su noi stessi, perché applicabile poi a tutti gli ambiti della nostra vita. E’ un “bene” che non potrà mai svalutarsi, anzi. Potrà essere condiviso con chi va nella tua stessa direzione e potrà quindi proliferare altra “ricchezza”.

Leggi storie di chi prima di te ha scelto di scegliere ed agire. Impara ad utilizzare gli strumenti che ti consentono di dare forma alla tua idea. Viaggia e scopri quanto, la diversità, sia una caratteristica del genere umano e di come la scoperta del diverso sia necessaria all’evoluzione di noi stessi. Apriti al diverso e scopriti; magari ti renderai conto di essere molto di più di quello che la tua zona di comfort fino ad oggi è riuscita a raccontarti.

Il potere delle connessioni

Quando ho iniziato a surfare non avrei mai immaginato di incontrare e conoscere persone così simili a me.

Quando ho iniziato a scrivere non avrei immaginato dell’opportunità che mi ha dato lucadiodato.net, e di come la scrittura crei ponti che poi creano incontri e sinergie.

Quando ho fatto il mio prima viaggio da solo, non avrei mai immaginato quanto conoscenza di noi stessi e del circostante può regalarci un viaggio in solitaria.

Quando ho scelto di insegnare a surfare, non credevo che ci potevano essere così tante persone incuriosite da questo sport alle quali magari serviva solo una piccola “spinta” verso il mare per iniziare e provare.

La legge di attrazione esiste; e oggi il più grande strumento di connessione di sempre è alla portata di tutti. Potenzialmente queste parole tra due giorni potrebbero portarmi ad entrare in contatto con una persona che vive delle mie stesse passioni, indipendente che stia dall’altra parte d’Italia o del mondo. O che magari vive nella mia stessa città.

Apriti alle opportunità di creare connessioni; coltivala. Restando ovviamente aperto alla possibilità di un incontro sotto casa. Scegli di agire. Scoprire. Conoscere. Staccati dal concetto di perfezione; la perfezione ti tiene legato. La perfezione è qualcosa che per definizione deve attenersi in maniera categorica a delle regole, e in quanto tale è quindi subordinata al giudizio di qualcuno; e l’azione mirata al soddisfare un giudizio, quasi sempre allontana dall’ascolto di noi stessi e quindi dalla libera espressione del nostro essere.

Scegli se invecchiare perfetto o se invecchiare con le rughe piene di sorrisi.

Impara a riconoscere la gioia.

Quasi sicuramente se deciderete di mettervi in gioco incontrerete chi potrà scegliere di criticarvi e screditarvi: chi vedrà la vostra idea inutile o, peggio ancora, chi proverà a convincervi che state facendo qualcosa di insensato.

Imparate a distinguere chi vi dona consigli con “affetto”, da chi invece vi rema contro per insana abitudine; e partite dal presupposto che nove critiche su dieci arrivano dall’incapacità, di quella stessa persona, di riuscire a dare forma a ciò che voi siete riusciti a creare; o semplicemente dalla sua incapacità nel trovare il coraggio di lanciarsi in qualcosa di nuovo e stimolante. Quasi sempre, quelle critiche, sono lo specchio della sua inconsapevole frustrazione.

Come gestirle? Semplicemente sconnettendovi e dedicando energie a chi invece viaggia alle vostre stesse frequenza. Credo che provare in maniera ostinata a convincere qualcuno di un vostro pensiero, sia insano almeno quanto la critica gratuita che arriva da quel qualcuno. Oltre al fatto che imbattervi in un terreno nel quale quella persona è abituata a muoversi e destreggiarsi, è perfettamente inutile e sterile; molto meglio orientarsi verso terreni fertili e pieni di vita e opportunità! Perché il mondo ne è pieno!!

“Scegliete come compagni di viaggio coloro che di fronte ad una vostra caduta sono pronti applaudirvi, che non vi giudicano, che sono felici del successo che ottenete come se fosse il loro, e che vi educano alla libertà di scelta e di pensiero, perché è la sola via in grado di unire successo, benessere e felicità”. Francesca Corrado – Elogio del fallimento

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LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.