Storie in viaggio Surf

Ma perché torni sempre in Sardegna?

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Aprile 26, 2019

“Terminati gli incontri che lo avevano portato in giro per tutta la Sardegna, da Cagliari a Nuoro a Palau, per parlare con persone meravigliose che condividevano la sua filosofia di vita e il suo amore per la natura, si rifugiò in un tranquillo alberghetto il cui proprietario, Corrado, aveva insistito per ospitarlo. Aveva già avuto modo di ammirare la bellezza aspra di quell’isola circondata da un mare color smeraldo di una trasparenza mai vista, e si rese conto che il paesaggio frastagliato rispecchiava in modo fedele la gente che abitava quello straordinario angolo di mondo: un popolo fiero delle proprie radici, legato alla terra e al mare, con un’identità così forte da essere sopravvissuta alle influenze delle diverse culture”.

Pensando a come iniziare a raccontare di questi miei giorni in Sardegna, ho scelto di partire dalle parole di Bambaren. Le sue parole dei suoi giorni in Sardegna. Le sue parole sull’isola che non poteva mancare a uno come lui. Lui, innamorato del mare, affascinato dall’avventura, e appassionato di surf. Lui, un uomo che ha scelto di vivere a stretto contatto con le sue passioni.

Ho scelto di rileggere “La luce sull’altra parte del fiume” di notte, in traghetto, mentre mi avviavo lentamente verso questa mia nuova avventura sull’isola.

Ma perché torni sempre in Sardegna? Una domanda che negli ultimi anni mi è stata fatta tantissime volte. Una domanda alla quale do sempre la stessa risposta: in Sardegna ci torno perché è la Sardegna. Un’isola dove ritrovo tanto di tutto quello che mi crea benessere.

Foto di Luca Panico – luoghi a sud alla ricerca di onde e al riparo dallo scirocco. L’inizio di questa nuova avventura in Sardegna.

Vi racconto una cosa che forse può rendere un po’ l’idea.

Nella mia vita ci sono alcune cose alle quali ho scelto di non rinunciare; mi sono scelto una vita che mi consentisse di non smettere di coltivare le mie passioni. E tutte queste, nel mio tempo, trovano la loro giusta collocazione. Sparse in luoghi diversi; qualcuno di casa, qualcun altro no. Posti che ho scoperto inseguendomi ed esplorando. Luoghi diversi; luoghi ad ognuno dei quali associo diversi tipi di emozioni.

Ecco, non se riuscite a seguirmi. La Sardegna è quel posto nel quale, quando arrivo e lentamente ritrovo il contatto con la sua energia, quelle sensazioni riesco a sentirle tutte quante insieme. Ed esplose.

Rieccomi qua, di nuovo in Sardegna a raccontare della Sardegna. Anche a questo giro ci sono arrivato con Luca, che mi ha tenuto compagnia per la prima parte di questa avventura. Questo mio viaggio che sono riuscito ancora una volta a far partire senza un itinerario fisso. Un viaggio che sta prendendo forma durante il viaggio.

In Sardegna il contatto con l’essenziale è ovunque. Sosta a Buggerru, durante lo spostamento verso la costa ovest.

In questo momento ho voglia di dedicare questa parole a tutti quelli che cercano queste sensazioni. Quelli che si sono scelti una vita povera di cose e ricca di emozioni. A quelli che hanno scelto di scoprirsi e di scegliere. Che hanno trovato la loro Sardegna. Dedico queste parole a tutti quelli che sono fatti così e che non l’hanno ancora trovata. La loro Sardegna. Ma che, navigando, stanno iniziando a scorgere piano piano il loro attracco.

L’essenziale

Foto Luca Panico – A volte i paesaggi Sardi sembrano appartenere ad un altro pianeta. Pianeta Sardegna. Qui siamo a Masua, con Pan di Zucchero sullo sfondo.

Molti di quelli che mi conoscono, credono che il principale motivo che mi riporta spesso qui, sia il surf. In realtà questa cosa è parzialmente vera.

Venire a fare surf in Sardegna è un’emozione unica, e le sue onde attirano surfisti da molte parti d’Italia, e non solo. Nelle giuste condizioni, è a mio avviso il posto migliore per fare surf in Italia, sia per qualità delle onde che per la frequenza delle mareggiate.

Ma in realtà venire a fare surf in Sardegna è per me un po’ una scusa. Ho ascoltato queste parole anche in un documentario visto ultimamente; probabilmente non sono l’unico a vivere i ritorni su quest’isola, con questa consapevolezza.

Venire a fare surf in Sardegna è un buon motivo per tornare qui, su quest’isola; tornare ad allenarmi e a divertirmi con amici che ho conosciuto tornando spesso qui a surfare. Ma soprattutto tornare a vivere l’energia che solo qui riesco a percepire.

Uno dei miei luoghi preferiti. Le infinite distese delle dune di Piscinas. Uno scatto fatto qualche anno fa, durante uno dei miei tanti ritorni in Costa Verde.

Ritorno in Sardegna perché mi piace perdermi in questi luoghi, e guardarmi un po’ più da fuori per riuscire sempre a mantenere il giusto contatto con quelle che sono le cose belle di questo Viaggio! Questo viaggio di sola andata. Fatto di momenti e attimi che vale la pena viversi e scoprire in tutte le sue sfumature.

Torno in Sardegna perché riesco a ritrovare e a percepire in maniera forte e chiara, la semplicità dell’essenziale. Una regione che per superficie è la terza in Italia ma che per densità è invece la terz’ultima. Immaginatevi 24000 chilometri quadrati con poco più di un milione di abitanti, e immersi in una mare unico al mondo e ricco di natura. Da questa semplice immagine, potete immaginare perché questo posto riesce a regalare sensazioni uniche a chi cerca il contatto con l’essenziale.

Bambaren raccontava questa terra come“…la perfetta intesa tra uomo e natura era la prova di come essi possano coesistere in armonia: le spiagge sabbiose, i promontori a picco sul mare, le foreste secolari all’interno dell’isola e la costa con quel mare cristallino…”.

Ovvio, se poi quando ci torno la Sardegna mi regala anche onde, tanto meglio!

Le onde della Sardegna

Chissà Bambaren come le avrebbe raccontate.

Come dicevo, le onde della Sardegna sono le più belle che abbia trovato in in Italia.

25 Aprile 2019. Giornata epica. Onde lunghe e continue, con temperature splendide. Immersi in uno scenario pazzesco e con gli amici che ogni volta riesco a ritrovare.

Ma il surf in Sardegna va un po’ oltre questa connotazione; regala ben altro a chi ha scelto di vivere il surf andando oltre la sua sola connotazione di sport. Ci pensavo mentre mi spostavo dal sud verso la costa ovest, dopo una due giorni di surf assurda con Luca, amico surfista anche lui di Napoli e nell’ultimo anno spesso con me su quest’isola.

Ci spostavamo dopo una sciroccata incredibile e riflettevo sul mio concetto di surf in Sardegna. Come dicevo, venire a fare surf in Sardegna è un po’ una scusa per tornarci. Adoro questa terra; e mentre la racconto da un paesino dell’interno di 2800 persone, la sento veramente mia questa sensazione. Torno in Sardegna per perdermi; e per un surfista che ama queste sensazioni, qui sin riescono veramente a percepire sensazioni uniche.

Ieri mattina avevo la sveglia abbastanza presto: avevo un bel po’ di lavoro da fare e volevo liberarmi nel pomeriggio per avere un paio di orette libere al tramonto per surfare.

Sono andato alla ricerca di un bar per fare colazione: ho trovato “in paese” una condizione di tranquillità incredibile; poter stare “in Occidente” e potersi vivere posti così, credo sia davvero un fortuna unica. Una condizione che credo si riesca a trovare in pochissimi luoghi di questa parte di mondo; e avere ad una notte di traghetto o un’ora di volo il “Pianeta Sardegna”, credo sia davvero una fortuna enorme per chi cerca sensazioni come queste.

Al bar ho conosciuto un surfista veneto sulla cinquantina. Mi ha raccontato dei suoi primi anni in Sardegna. Delle sue prime onde qui, circa 20 anni fa; zero previsioni. Zero mappe. E ogni volta la speranza di trovare altre persone in acqua con le quali condividere il bello di questo mare. Persone con la stessa voglia di divertirsi. Semplicemente voglia di giocare con le onde.

Tutte cose che ogni volta che vado in acqua, spero di ritrovare. Una delle situazioni che riesco ancora a ritrovare in questo angolo nascosto della costa ovest. Uno di quei luoghi in cui ritrovo tutta la bellezza del “surf”. E del divertirsi insieme.

Chiacchierando al bar, e in un accento ormai poco veneto e molto “local”, mi ha raccontato del suo amore per questa terra e del suo incontro con la donna che oggi è la madre dei suoi 5 figli maschi; gli dico che un altro tentativo l’avrebbe potuto fare!

Gli ho poi detto il luogo dove sarei andato a surfare al tramonto, dicendogli che avrei preso volentieri due onde insieme a lui; evidentemente avrà preferito restare asciutto…

E’ incredibile come in Sardegna si scoprano onde sempre nuove e in posti impensabili.

Il surf in alcuni angoli della Sardegna è un po’ così: a differenza di tante leggende da “continente”, rispettando e lasciandosi accogliere, qui si riescono a trovare onde e persone splendide, e la sensazione di ritrovarsi in un angolo di mondo che è ancora riuscito a mantenere forte una sua identità e la sua condizione di “isola”. Quella condizione nuragica che in alcuni luoghi è rimasta ancora molto tutelata; e che porta ancora a divertirsi con il mare e con gli amici che cercano nel surf sano divertimento. Ecco, questi sono i motivi per i quali tornare a surfare qui, è ogni volta più bello.

Il mare della Sardegna

L’hanno paragonata a diversi paradisi tropicali. Hanno intitolato alcune delle sue spiagge più belle, con nomi di località polinesiane.

In realtà credo che la Sardegna sia unica nel suo genere e non paragonabile a nessun atro posto al mondo; e questa singolarità vale anche per il suo mare.

Costa ovest. Mare d’inverno durante un periodo di alta pressione e giornate splendide.

Come mi capita spesso di sottolineare parlando di viaggi e luoghi del mondo, non credo esista un mare o un luogo più bello in assoluto; la percezione è sempre molto soggettiva. Ma a mio avviso la bellezza del mare della Sardegna è unica al mondo e, fino ad oggi, l’ho riscontrato solamente qui.

La Sardegna ha contrasti di colori tipici del Mediterraneo; macchia e mare che si incrociano e creano sinfonie di colori tipiche del nostro mare. “Montagna che regala il mare” canta un famoso gruppo che si è formato proprio qui in Sardegna. Ma a questi contrasti tipici di tanti luoghi del Mediterraneo, la Sardegna aggiunge colori del mare introvabili da altre parti. E che, paradossalmente, cambiano da zona a zona di quest’isola.

Le sfumature di bianco di Chia e di Tuerredda nel sud. Il verde tipico dell’Ogliastra e dei suoi paradisi incastrati nella roccia. La forza dei contrasti di natura e mare dell’ovest; la parte più “grezza” e autentica di questa isola, quella che preferisco e dalla quale scrivo. Quella parte di Sardegna che incontra per prima il maestrale; quella parte di Sardegna che regala le onde più belle.

La natura e i colori del sud. Contrasti splendidi e un mare tipico di questa parte della Sardegna. Foto scattata durante lo scorso autunno.

E scrivendo, ripenso ad una cosa; un’emozione che mi hanno solo raccontato.

Tra un po’ mi sposterò verso il mare; sono ad Uras, la base di questi miei giorni qui, e al tramonto anche oggi il mare regalerà belle onde. Mi hanno raccontato che in questi posti, al tramonto, capita di scorgere cervi che escono dalla vegetazione più fitta e si avvicinano alle spiagge. Lo fanno perché sono ghiotti di arbusti salati, e quindi si avvicinano verso il mare per trovare le foglie meglio “sporcate” dal sale che si posa sulle piante più vicine al mare. Ecco, spero davvero in uno dei miei tramonti in acqua in questa parte di Sardegna, di aggiungere questa esperienza ai regali che questa isola continua a regalarmi.

La sua terra. La sua gente.

Forse la principale ricchezza di quest’isola. E’ incredibile il senso di appartenenza di questo popolo a questa terra. E la capacità che ha di accogliere chi ha voglia di rispettare e viverla nella sua immensità e semplicità. Un popolo che da sempre ha mantenuto la sua forte indole “Sarda”. Un popolo che è riuscito a mantenere incontaminata la sua cultura. La sua lingua. La sua radice. Un popolo un po’ schivo, ma che se riesce a fidarsi, ti dona veramente tanto. Grazie a questa splendida terra, alla sua essenza. E a chi ha saputo mantenerla così! Intatta e Sarda.

Continuo questo mio viaggio. Fermo ad ovest, durante giorni di onde belle e continue. Nei miei programmi ci sarebbe di salire un po’ più a nord, vorrei sbarcare per la prima volta nella mia vita in Corsica. Ma questa terra ogni volta mi trattiene; e vedremo nei prossimi giorni questo mio viaggio dove mi porterà. Intanto, vado a godermi un nuovo tramonto. In acqua.

Come sempre, grazie Sardegna!

Il tramonto più bello di questa prima parte di viaggio. Ero in costa ovest e tornavo verso Uras dopo una splendida surfata. Ho fermato l’auto, e anche il tempo. Grazie Sardegna.

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LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.