Italia Storie in viaggio

Paradiso Alicudi

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Giugno 4, 2018

“E cosa consiglierebbe a lei?” Forse è la prima volta che chiede consiglio a qualcuno, che chiede aiuto a qualcuno.
Lui tace, come smarrito dentro se stesso.

Poi, lentamente, si gira e le sorride: “Le direbbe: parti, vai a sud. Il più a sud possibile. In un posto dove il mare abbia un colore che ti accarezzi e ti faccia bene. In un posto dove ci sia solo una locanda, un ristorante con il pesce appena pescato, un vino bianco senza etichetta che magari sa un po’ di resina. Un posto dove sedersi a guardare il tramonto…”.

“O magari l’alba” lo interrompe lei. “Un posto dove chiudere gli occhi al sole e lasciare parlare il corpo, e ascoltarlo…”

Con queste parole inizia il mio viaggio verso Alicudi. Raggiungere le Eolie non è semplice; lo è ancora di meno in inverno. Ci sono due possibilità: traghetto da Napoli o traghetto/aliscafo da Milazzo. Napoli mi tornerebbe chiaramente più comoda, ma Siremar offre solo due corse alla settimana. E per il mio ponte dell’Immacolata non si incastrano. Per cui regionale fino a Milazzo; notte in un airbnb facilmente trovato e partenza all’alba per le Eolie. Da Milazzo le corse sono giornaliere. Chiaramente in traghetto; considerato il budget come sempre molto limitato.

Con le parole di Ozpetek e del suo “Rosso Istanbul”, siamo su un regionale che viaggia verso sud. Sarei dovuto partire solo. Poi qualche giorno prima della partenza, si è unito Ale. Sono sempre abbastanza restio a partire accompagnato in certi tipi di viaggi. Ad Alicudi avevo voglia di scrivere. Voglia di percepire un luogo che ero certo mi sarebbe piaciuto; il classico posto che avrei sentito stando solo. Ma quando Ale mi ha chiesto di accompagnarmi, istintivamente gli ho detto di sì.

Ale l’ho incontrato grazie al surf; un po’ indirettamente, ma è stato grazie al surf. Grazie a Gaia in realtà. Io e Gaia ci siamo conosciuti in acqua, surfando a Miseno, uno dei miei spot di casa; chi mi conosce e mi legge, lo avrò letto tante volte. Qualche giorno dopo Gaia mi invitò ad un serata di yoga su una terrazza a Posillipo, quartiere nel cuore di Napoli. Lì incontrai Ale. Da lì, diversi viaggetti insieme. Il nostro primo surfcamp. Le nostre giornate di inverno a caccia di onde. Il nostro corso di istruttore di surf. E la nostra amicizia sempre più ricca.

Alicudi è lontana. Molto più lontana di quanto si possa immaginare; è l’ultima delle Eolie, sia da un punto di vista geografico (la più occidentale) che di sviluppo turistico (praticamente inesistente). Wikipedia marca 105 abitanti; rilevati nel 2001. Non credo che dopo circa 15 anni, il dato sia molto diverso. Alicudi arriva dopo tutte le “fermate”. Vulcano, Lipari, Stromboli, Panarea, Salina, Filicudi…

E’ il 6 Dicembre, ma quaggiù il sole è forte. Arriviamo ad Alicudi in tre. Io, Ale ed una scrittrice scozzese; mi racconta che viene qui a scrivere: è qui per chiudere il suo terzo libro.

Ci sistemiamo nella nostra stanza; anche qui prenotazione effettuata tramite airbnb. La vista che abbiamo dalla nostra camera è clamorosa. Guarda tutta ad est. E si riconoscono benissimo le sagome di Salina e Vulcano.

 

Villa vista infinito – Alicudi

 

Ad Alicudi non esistono strade; e l’unico mezzo di trasporto è l’asino. Accompagnato dal silenzio e dai rumori degli “zoccoli”, saliamo con i nostri zaini i gradini che ci portano alla casa; accompagnati dal silenzio. Ci sistemiamo nella nostra stanza; anche qui prenotazione effettuata tramite airbnb. La vista che abbiamo dalla nostra camera è clamorosa. Guarda tutta ad est. E si riconoscono benissimo le sagome di Salina e Vulcano.

Ad Alicudi di inverno non ci sono hotel aperti. Tanto meno ristoranti. E non ci sono bancomat attivi.

Il tempo di sistemarci e abbiamo subito voglia di brindare alla nostra vacanza. Compriamo una bottiglia di rosso all’unico market esistente e aperto; qualche affettato e percorriamo l’unica strada dell’isola inseguendo il tramonto. Arriviamo in spiaggia insieme ad un pescatore che torna dal suo pomeriggio in mezzo al mare. Mentre avviamo il nostro brindisi, lui ormeggia la sua barchetta in spiaggia.

 

Tramonto al vecchio porto

 

Torniamo belli leggeri verso casa; io un po’ più leggero di Ale. Considerata anche la mia poca resistenza agli effetti di un buon rosso.

Ci addormentiamo prestissimo.

 

Vista sulle Eolie dal trekking che attraversa tutta Alicudi

 

I nostri giorni ad Alicudi saranno tutti così. Trascorsi lentamente tra brevi passeggiate in cima e tramonti di silenzi. E’ il nostro primo viaggio insieme; qualche mese dopo avremmo fatto il nostro primo surftrip.

Lasciamo Alicudi qualche giorno dopo; riprendendo lo stesso traghetto che, in inverno, è sempre lo stesso.

Vedo Alicudi dissolversi piano piano. Mi succede da sempre quando saluto un’isola; la stessa sensazione che avvertivo quando a fine estate salutavo Ischia. Quel saluto era il saluto di fine estate.

Mentre mi allontano, e scrivo pensieri in viaggio, ripenso al Mediterraneo. Sì, al Mediterraneo! Al bello di questo mare in ogni stagione. Ai suoi colori. Alla semplicità di certe sue isole; che, forse, proprio quando sono libere dalle folle, lasciano scoprirsi nella loro essenza più vera.

Isole mediterranee, una costante dei miei viaggi. Della mia ricerca. Piccoli pezzi di terra, che in inverno si dimenticano un po’ di tutto. Che soffrono un po’ di solitudine; ma che al primo viaggiatore che fa tappa, si riempiono di gioia.

Ciao Alicudi. A presto!

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LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.