Campania

Tramonti di Napoli

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Febbraio 14, 2019

Non credo esistano luoghi che possano essere considerati i più belli in assoluto. Credo sì nella bellezza di un luogo, ma credo anche nella sua bellezza legata a emozioni e esperienze vissute; emozioni e esperienze vissute con noi stessi o con chi ci lega a quei luoghi.

Credo nella capacità di avere sensi per percepire la bellezza, in un mondo che a volte mi dà sempre di più l’impressione di portare verso la continua e compulsiva ricerca di posti sempre nuovi e diversi, quasi come se la scoperta debba per forza assumere i connotati di una lista di cose da fare, da dover per forza fare. Una rincorsa che spesso induce a riempire gli archivi e gli hard disk ma che a mio avviso lascia vuoti gli angoli delle emozioni; l’unica vera ricchezza che non consocerà mai crisi.

Spesso mi fermo a riflettere su quanto piacere mi susciti il rivivere luoghi di casa che mi portano a persone, situazioni, ricordi che in qualche modo, e in maniera a volte anche ciclica, mi spingono a tornare. A tornare in certe emozioni. A tornare per ricordare. E allo stesso tempo ad ascoltare e percepire con maggiori dettagli il cambiamento. Quei luoghi, un po’ come pellicola che scorre e racconta le differenti vedute degli stessi occhi.

Ci ripensavo qualche ora fa; l’ultimo tramonto visto prima di iniziare a scrivere. Mentre lo guardavo, pensavo a tutte le volte che l’ho osservato. Pensavo che è sempre stato così.

In fondo ogni tramonto è sempre uguale a se stesso. Ma lui, quel tramonto, in realtà dentro ai miei occhi è cambiato tante volte. Un tramonto di Napoli. Un tramonto che mi conosce bene; il tramonto del sole che scende dentro il mare che spessissimo mi ha visto surfare.

Così, mentre lo osservavo con le mani fredde e la voglia di prendere l’ultima onda prima di uscire, mi è venuta voglia di provare a ricordare i tramonti più belli della mia città. I tramonti di Napoli. Tramonti che ho visto tante di volte. Tramonti che tutte le volte sono uguali a se stessi. Tramonti che non sono mai uguali a se stessi.

Tramonto dal faro di Capo Miseno

Foto scattata durante un delle mie prime visite a questo luogo

Ogni volta che torno in questo posto ripenso a come abbia vissuto per i miei primi 24 anni di vita a Napoli senza conoscere tanta Napoli. Sì, Napoli l’ho scoperta al mio ritorno, dopo un po’ di anni lontano. Quando l’ho ritrovata avevo sensi diversi, e ho iniziato a scoprirla.

Mi ricordo la prima volta che arrivai in questi tre metri quadri di terra e cielo, rimasi sbalordito dal bello che vidi davanti a me. Ci arrivai perdendomi alla scoperta di un piccolo sentiero che parte proprio dal promontorio di Capo Miseno. Quasi in punta al faro.

Quel giorno avevo poco tempo; e ci restai i minuti giusti per capire che ci sarei tornato spesso. Oggi, soprattutto d’inverno, ci torno spessissimo. Semplicemente per starci. Semplicemente per scrivere un po’. Per rivedere questo luogo. O per portarci amici che sanno osservare il bello.

Nella clip che riporto qui, e nata da una collaborazione con La Repubblica grazie alla quale ho avuto l’opportunità di raccontare Napoli tra surf e natura tutta da scoprire, potrete rivivere alcuni scorci di questo piccolo angolo di paradiso.

Tramonto dall’Eremo dei Camaldoli

Foto scattata durante un tramonto invernale dal belvedere dell’Eremo dei Camaldoli

È uno di quei luoghi nascosti. Ci sono stato diverse volte e non ci ho mai incontrato turisti. Anche questo luogo l’ho scoperto un po’ per caso, girando nei posti in cui sono vissuto per i miei primi anni di vita e che poi ho perso. E’ uno dei punti più alti e panoramici di Napoli.

E’ un posto non centralissimo; non ci sono mezzi pubblici che lo collegano. Ma la scena che si vede da quassù è incredibile ed è uno dei pochissimi luoghi dell’intero Golfo di Napoli dai quali si riescono a osservare tutte e tre le isole maggiori: Ischia, Procida e Capri. Dal belvedere dell’Eremo, posto in cima alla collina dei Camaldoli, la vista scorre da sud verso nord percorrendo tutto il Golfo. Capri, poi le sagome della penisola sorrentina. Castel dell’Ovo, poi la collina di Posillipo. Fino al tratto di costa che dai Campi Flegrei si proietta in mezzo al mare fino quasi a toccare la piccola Procida, la parte che chiude a nord il Golfo. Col sole che al tramonto scende lentamente dietro Ischia, la più grande delle isole campane.
Piccolo suggerimento: per chi adora scrivere o praticare yoga al tramonto, questo luogo è davvero magico. Quasi sempre al tramonto sarete soli o in compagnia di chi vive le vostre stesse passioni e cerca luoghi come questo.

Tramonto dal Parco Virgiliano

Foto scattata dal Virgiliano durante un tramonto estivo

Nel cuore di Napoli. Uno dei parchi cittadini più facilmente raggiungibili. Situato nel quartiere di Posillipo, si può tranquillamente visitare come tappa conclusiva di una giornata che consente di vivere alcune delle esperienze, a mio avviso, più autentiche da fare in città: qualche ora da trascorrere nella riserva del parco della Gaiola, l’escursione in Kayak dalla baia di Rocce Verdi. O la scoperta dei panorami più fotografati e gettonati della città che si riescono a osservare perdendosi tra le strade e stradine di questo quartiere.

Il belvedere del Virgiliano affaccia dritto dritto sull’isolotto di Nisida, una delle isole minori dell’arcipelago.  Da qui la vista si allunga verso il promontorio di Capo Miseno, e più in là, fino alle sorelle Procida e Ischia.

Tramonto dalla Spiaggia di Miseno

Foto scattata da Sergio Alberti dopo una session al tramonto

Il mio preferito. E’ il tramonto che tantissime volte ho osservato facendo surf. Questo è sicuramente tra i posti di casa che più mi porto nel cuore. Qui ci venivo nelle mie estati da universitario. Qui c’ho fatto un bel po’ di serate estive con miniere di ricordi. Qui ho fatto surf per la prima volta nella mia città.

La spiaggia si trova nel cuore dei Campi Flegrei. La mia zona. Quella che mi sono ritrovato a raccontare anche in altri articoli del mio blog. E’ la spiaggia cittadina che preferisco. D’estate diventa una distesa di asciugamani e lettini piazzati a tre centimetri l’uno dall’altro. Sconsiglio di visitarla nei mesi di Luglio e Agosto, ma durante gli altri mesi dell’anno diventa un posto magico.

Nei mesi più freddi e di giornate molto corte il sole tramonta proprio dietro l’isola di Ischia, regalando scenari assurdi. Se poi si ha la fortuna di trovarsi in acqua su una tavola da surf a godersi qualche bella onda durante quelle ore…!!

Si riesce a raggiungere conciliando diversi mezzi; ma un po’ come tutta la zona dei Campi Flegrei, consiglio di scoprirla in auto. E’ forse anche questo uno dei motivi per cui, lontano dai mesi più caldi, questi luoghi restano sempre tranquilli e mai troppo frequentati.

Di tramonti se ne potrebbero raccontare di tanti altri. Ma mentre scrivo, non riesco a non suggerire di iniziare da questi luoghi senza tempo. Abbandonandosi alla scoperta di angoli di mare e piccoli borghi colorati, che riescono sempre a farsi scoprire a chi ha occhi e sensi per percepirli.

Avendo giorni a disposizione e muovendosi di qualche chilometro, o lanciandosi alla scoperta delle isole del Golfo, ne troverete tantissimi. I tramonti della penisola sorrentina; il tramonto della Chiaiolella a Procida. O della Chiesa del Soccorso a Forio, lungo la costa ovest dell’Isola di Ischia. Senza dimenticare quelli che si riescono a godere dal tanto maltrattato Litorale Domizio. Napoli è talmente ricca di scoperte da fare che servirebbero mesi per viverla tutta; o tanti ritorni.

Scoprendo Napoli, troverete sempre uno scorcio che punta verso il mare; e chissà se anche io non troverò tramonti della mia terra ancora sconosciuti.

Spesso persone da tutto il mondo, tramite questo mio spazio web o tramite i miei canali social, mi chiedono se sono realmente autentiche alcune foto in cui racconto la mia città. Beh, provare per credere!!! Venite a scoprirli. Questi luoghi…

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1 Comment
  1. Rispondi

    waterfallmagazine.com

    Novembre 3, 2020

    https://waterfallmagazine.com
    There’s certainly a lot to know about this topic. I love all of the points you made.

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LUCA DIODATO

Da sempre sono stato affascinato dal viaggio e dalla scoperta. Ho iniziato scoprendo e raccontando i posti della mia terra. Ho poi avuto la fortuna di iniziare a scoprire pezzi di mondo, entrando in contatto con quella che oggi ritengo la mia più grande scoperta: il "diverso". Il viaggio, la voglia di scoprire e il continuo contatto con il mare, mi hanno portato a conoscere e coltivare la mia passione per il surf. Oggi continuo a raccontare le mie avventure. A cercare onde. A scoprirmi.